Rosarno – Crotone, il viaggio della (non)speranza
di Crotone Bloggalo! il 9 gennaio 2010 alle 23:58:31
Ciò che sta accadendo a Rosarno è l’esempio di come la spirale di odio che s’è venuta a creare in Italia stia coinvolgendo ormai quasi tutti. 6 immigrati colpiti da colpi d’arma da fuoco sparati da mani italiane, per un motivo che ancora è ben poco chiaro. Una ribellione scoppiata in qualche ora, la ribellione di gente che è rimasta con ben poco da perdere, se non la propria dignità umana. Maroni è stato chiaro, “Ce ne sono troppi, e c’è troppa tolleranza”, il Ministro dell’Interno italiano conferma la linea del suo partito, più simile a un’emulazione delle idee naziste della “purificazione della razza” che a una difesa delle tradizioni, come tanto paventano.
Ma chiudiamo qui la polemica, e iniziamo a parlare di questi immigrati clandestini, spesso si fastidiosi e antipatici, ma altre volte persone solo da ammirare. La mia esperienza odierna nasce da un breve viaggio, da Crotone a Catanzaro Lido, in cui ho potuto capire e conoscere in prima persona il disagio di questa gente.

Gli immigrati all’interno del treno per Catanzaro Lido
Il tempo di scendere per un’occhiata all’Intercity da Milano Centrale, che mi ritrovo lo scomparto di coda pieno di maghrebini, borsoni alla mano, diretti a Catanzaro Lido. Chiedo a uno di loro da dove vengono… “Rosarno”. Mi spiega che, nella giornata di ieri, sono stati trasferiti dal CPA di Rosarno a quello di Sant’Anna, e che ora erano diretti in Sicilia, Catania probabilmente. Non ho visto polizia di scorta, se non la Polfer che si è dovuta preparare in quattro e quattr’otto a questa improvvisa situazione, cosa che fa capire che non era nulla di “organizzato”, ma una mobilitazione spontanea. Dopo qualche secondo arriva il capotreno, che mi chiede di accomodarmi nello scomparto di testa, dove tutti gli “italiani” sono stati fatti accomodare. Questioni di sicurezza, impossibile ribattere dopo ciò che è avvenuto nella città taurense.
C’è chi viaggia in piedi nei 45 minuti impiegati dalla corsetta delle 14.15 da Crotone a Catanzaro Lido, dove si arriva puntuali alle 15.00. Il capotreno del regionale per Reggio Calabria Centrale deve fare i salti mortali per impedire ai clandestini di salire a bordo del suo treno, convinti che fosse diretto a Lamezia, destinazione corretta per loro che poi lì avrebbero cambiato per Rosarno o Villa San Giovanni. Tra le tanti voci, si sentivano i nomi, pronunciati quasi a fatica, di Reggio Calabria, Catania, Lampedusa e Mazara del Vallo, chissà se future destinazioni o qualche racconto di esperienze passate.

Alla stazione di Catanzaro Lido
Nella stazione di Catanzaro Lido c’è chi è spaesato, chi posa le valigie a terra e mangia qualcosa, chi guarda all’orizzonte vedendo il suo futuro molto ma molto incerto. I passeggeri si chiedono il perchè di tale confusione in una stazione quasi sempre tranquilla, mentre i ferrovieri vengono tempestati di domande. Dopo un pò l’automotrice per Lamezia arriva sul primo binario, accogliendo tutta questa gente diretta verso un altro viaggio di speranza, destinazione Catania, Reggio o Rosarno che sia, sperando in un futuro che luce, ancora, non sembra averne molta.
Un “trasferimento” dalle tante ombre, ma nulla in confronto ai fatti di Rosarno.
E’ inspiegabile, è assolutamente inspiegabile il perchè di certe azioni contro questa gente, a maggior ragione se intraprese da calabresi, assolutamente tra le popolazioni emigranti per eccellenza in terra italiana. E non è bello, anzi è ripudiante, vedere che l’uomo è ancora capace, specie in un paese moderno (almeno sulla carta) come l’Italia, di odiare il prossimo in una maniera tale da sparargli contro senza alcun motivo fondato.
Miglioreremo?












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