Chi si ricorda del 16 Novembre 1989?

di Crotone Bloggalo! il 25 novembre 2009 alle 19:30:58

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Quasi nessuno, praticamente. Lo si può vedere da tante cose, a giorno d’oggi. Di quella sciagura ferroviaria, avvenuta poco dopo la stazione di Crotone 20 anni fa, in pochi ne conservano la memoria. La rabbia dei parenti delle vittime e di chi non sopporta il dimenticarsi di questo genere di cose. Su quella ferrovia, la nostra ferrovia, ai tempi vigevano sistemi di controllo antiquati, quando il Blocco Telefonico era il metodo più sicuro per instradare i treni lungo le ferrovia. Un errore della centrale operativa, e le tre ALn668 (tre perchè, ricordiamo, il diretto da Cariati viaggiava con due automotrici accoppiate) finirono per diventare nient’altro che la bara per quelle dodici persone, persone come tutti noi ma che incarnano in pieno quell’ingiustizia che noi vediamo ogni giorno, dove per “eroi” vengono presi coloro che sono conosciuti da tutti, che vincono un Mondiale, che hanno tutti i paparazzi su di essi. Ma non chi, invece, fa continui sacrifici per portar da mangiare ai propri figli, per dargli una vera speranza. Che essi siano macchinisti, ingegneri, professori, mercanti, manovali… Quelle 12 vittime erano praticamente parte di loro.
Cosa ne è rimasto? Una lapide abbandonata in mezzo ai rovi e una ferrovia un pò più sicura, ma sempre tremendamente arretrata.
Si è parlato di commemorare le vittime della sciagura con una via nella città di Crotone. Idea ammirabile, lodevole e che va assolutamente compiuta. Ma oltre a ciò, perchè non iniziare a ricordare a chi sta “ai piani alti” DOVE quella gente ha perso la vita? Perchè non ricordargli che questa linea, con le grandissime potenzialità che possiede, resta praticamente l’unica in Italia dove i treni a lunga percorrenza sono trainati da motrici diesel (le vecchie care D.445, che tra l’altro stanno anche iniziando a perdere colpi)? Si è parlato tantissimo di rilancio della Jonica, dopo quell’incidente e anche in seguito. Una velocizzazione del tracciato, un miglioramento dell’integrazione bus-treno per i pendolari, l’elettrificazione. Quest’ultima è il vero tallone d’Achille di questa linea, una linea che potrebbe tranquillamente far circolare su di sè gli ETR.450, i famosi Pendolini, e i locomotori E.402B. Perchè proprio il riferimento ai 402B? Perchè è curioso pensare che tali locomotori non possono circolare su una linea ben più importante come l’Adriatica (Lecce – Bologna Centrale), a riprova delle possibilità che la “nostra” Jonica possiede.
Per non parlare dei vantaggi che ne trarrebbe il trasporto regionale, con mezzi ben più performanti ed eco-compatibili delle anzianotte (ma ancora validissime) ALn668…
E pensare che tutte queste cose furono promesse ai tempi della sciagura, con una realizzazione a breve termine. Ancora di palificazione per la rete elettrica, sulla Jonica da Sibari a Melito Porto Salvo, non s’è visto neanche un tubo. Sarà mica ora di cambiare?

L’articolo di Antonello Placanica a memoria della strage su Ferrovie in Calabria

Categorie: Ferrovia Jonica | Primo Piano

Commenti
AngeloNo Gravatar il 26 novembre 2009 alle 14:23

FS? aspetta e spera
cmq effettivamente di questa disgrazia non avevo affatto memoria e chissà ancora di quante altre. L’Italia va ormai avanti a colpi di spugna di memoria collettiva

AnonimoNo Gravatar il 26 novembre 2009 alle 14:30

L’ultima cosa di cui ha bisogno la Ionica e’ l’elettrificazione. Tutte le ferrovie al mondo sono a trazione diesel e non c’è niente di male in questo, visto che la trazione diesel è piu’ ecologica della trazione elettrica.

Crotone Bloggalo!No Gravatar il 26 novembre 2009 alle 17:52

E quali possibilità di sviluppo possiede la Jonica con la sola trazione diesel, specialmente se effettuata con materiale datato come quello attuale (le D445 di terza serie sono datate 1988)? Quando costruiranno una nuova motrice in grado di erogare una buona potenza con bassi consumi e basse emissioni, allora si.
La Jonica, con la trazione diesel attuale, è praticamente tagliata fuori da ogni modernizzazione e velocizzazione. Sennò perchè sistemi come il BAcc qui non ci sono? La trazione diesel è ottima per linee secondarie a breve raggio, non per una direttrice di oltre 400 km, dove anzi diventa controproducente.
E i numeri di RFI parlano chiaro, purtroppo per noi…

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