Storie di ordinario ingegno: le Ferrovie Calabro Lucane
di Crotone Bloggalo! il 27 settembre 2009 alle 0:01:36
Le Ferrovie Calabro Lucane non erano, e non sono, semplici strade ferrate. La rete a scartamento metrico più grande d’Italia, e anche parte della cultura della popolazione che esse servivano. A Crotone sono assenti dal 1977, anno della soppressione del ramo per Petilia Policastro.

La stazione di Crotone FCL
Con i due conflitti mondiali, l’attività di costruzione delle linee ebbe un deciso rallentamento, cosa che ne impedì la costruzione dei “rami intermedi” di collegamento tra le varie linee già costruite o in costruzione. Fu proprio ciò a impedire l’ultimazione della Ferrovia Trans-Silana Crotone – Cosenza, che si divise nei tronchi Crotone – Petilia Policastro e Cosenza – San Giovanni in Fiore. Fu ciò a determinare la chiusura, nel 1977, della linea per Crotone, della quale tuttavia sono rimasti ancora diverse tracce come il ponte, ormai malandato, che supera la S.S.106 e la Ferrovia Jonica subito dopo la stazione in direzione Catanzaro, o come la stazione di Cutro – Scandale, visibile dalla strada per Papanice. Oltre alla Crotone – Petilia, tra i “rami secchi” (ferrovie in seguito dismesse per la mancanza dello sbocco costituito dai maggiori centri regionali) in Calabria furono costruite:

M2.70 a Sinopoli (RC)
- Soverato – Chiaravalle Centrale (Una delle linee più attive ai suoi tempi)
- Gioiosa Jonica – Mammola (poi ripresa dalla Strada Statale per Rosarno)
- Vibo Marina – Mileto (armata con cremagliera, ricalcava l’attuale tragitto FS)
- Lagonegro – Spezzano Albanese (unica linea “interregionale” della rete calabrese, ritenuta una delle più spettacolari che siano mai esistite)
- Palmi – Sinopoli (Inspiegabilmente soppressa, particolare per le sue rotaie letteralmente immerse tra gli uliveti)
Ma a rendere affascinante le “Calabro Lumache” sono tante opere ingegneristiche di primo livello, oltre che tanti record di cui spesso chi ci vive a stretto contatto non ne conosce l’esistenza:
- La stazione di San Nicola Silvana Mansio, sulla linea Cosenza – San Giovanni in Fiore, è la più alta in Italia e la più alta in Europa per quanto riguarda lo scartamento 950mm.
- La ferrovia Catanzaro Lido – Catanzaro Città possiede l’unico tratto a cremagliera di tipo Strub attivo in Italia, compreso tra le stazioni di Catanzaro Sala e Catanzaro Pratica
- La rete odierna, comprendente FAL (Ferrovie Appulo Lucane) ed FC (Ferrovie della Calabria), è la più grande a scartamento metrico in Italia e una delle più estese in Europa.
Oltre a ciò, le FCL possono contare anche diverse chicce ingegneristiche, quali:

Il ponte dello studente di Lagonegro
- Le gallerie elicoidali di Viggianello e Atena Lucana, unico esempio rimasto in Italia.
- Diversi ponti in acciaio disseminati lungo le tratte più impervie.
Molte di queste opere sono valse da esempio per tante ferrovie nate in tutta Europa, come d’altronde anche il sistema di azionamento della cremagliera attualmente in uso sulle M4c (le automotrici a cremagliera delle Ferrovie della Calabria) e su molti altri rotabili disseminati in tutto il mondo, inventato da un ingegnere delle FCL. A destare particolare attenzione è il valore sociale di queste ferrovie, entrate nella cultura e nella tradizione popolare come poche altre cose. Infatti non è raro che, nei paesini da esse attraversati, i più anziani nel raccontare la storia loro o del loro paese menzionino le Calabro Lucane. Forse fu il carattere molto “paesano” di queste ferrovie, forse la bellezza delle linee…ancora in pochi riescono a comprendere la reale bellezza di queste linee ferroviare, che a giorno d’oggi muovono un discreto flusso di turisti, sia per quanto riguarda il completamento dell’offerta turistica in Sila col treno a vapore, sia per quanto riguarda gli appassionati, attratti sia da queste tratte dismesse che da quelle, meravigliose, tratte ancora attive.












Nessun altro commento.